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Nuovo club di Veicoli Storici

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21335 appassionati hanno già firmato la petizione.
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Al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

PUNTO DI VISTA DELLA DIRIGENZA RIVS E DEGLI ASSOCIATI SULLE LEGGI VIGENTI IN MATERIA DI VEICOLI STORICI

In Italia esistono due leggi differenti che disciplinano i veicoli storici:

- art. 63 L.342/2000 (benfici fiscali)

- art. 60 del Codice della Strada (definizione e circolazione)

Mentre la legge relativa ai benefici fiscali, dopo l'abrogazione dei commi 2 e 3 (Legge di Stabilità 2015) consente un accesso libero per tutti i cittadini a tali agevolazioni,la stessa cosa non può dirsi per il riconoscimento degli enti, che sono individuati ope legis, ossia direttamente da legislatore.

Una buona legge, lungimirante e attenta all'evolversi della realtà associativa nel Paese, dovrebbe invece garantire l'accesso di tutti gli enti meritevoli, con ciò favorendo la libera concorrenza, la libertà di associazione e quindi maggiori possibilità e minori costi per tutti gli appassionati.

L’obiettivo di questa nostra proposta è quello di offrire una soluzione in grado di fornire la risposta a tutte le problematiche che da quindici anni circa si ripropongono per tutte le parti in causa: da una parte la necessità di garantire equità agli appassionati/contribuenti; dall’altra la garanzia di un controllo attento, affinché le agevolazioni previste non siano distribuite senza criterio.

In linea con le pronunce di Corte di Cassazione e Corte Costituzionale, oltre che con il Diritto Europeo in materia di fiscalità e concorrenza (artt. 102 e 106 TFUE), e a sostegno della libera passione di tutti gli amanti dei veicoli d'epoca, ecco la nostra proposta:

MAGGIOR CONCORRENZA -  Stop al Principio di Autorità

Come definire questi “enti riconosciuti” di cui parliamo al punto precedente? Innanzitutto cominciamo col dire che è opportuno che gli enti riconosciuti non vengano indicati in maniera immutabile dalla legge stessa, creando di fatto un monopolio o un oligopolio, come è stato in questi anni. Lo status di ente certificatore dovrebbe prevedere dunque che questi enti debbano rispondere a precisi criteri oggettivi e di competenza.

Criteri oggettivi
Abbiano sede sul territorio Italiano;
Siano costituite da almeno 5 anni;
Siano presenti in almeno dieci regioni con una sede di riferimento;
Abbiano un minimo di 50 club affiliati;
Abbiano un minimo di 5.000 soci tesserati.

Criteri di competenza
Ogni ente dovrà fornire l’elenco dei commissari autorizzati al rilascio delle certificazioni;
Ogni ente dovrà avere un responsabile regionale;
Ogni responsabile dovrà frequentare un corso di formazione/aggiornamento specifico per la propria figura;
Al termine del corso sarà previsto un esame di abilitazione;
L’esame di abilitazione andrà ripetuto ogni cinque anni
Sia i corsi, che gli esami saranno soggetti al controllo di una Commissione Ministeriale permanente (Ministero dei Trasporti).

Il medesimo riconoscimento potrà inoltre essere conferito ai registri storici istituiti dalle case automobilistiche aventi almeno una sede operativa sul territorio nazionale.

AUTORITA’ NAZIONALE - Garantire il controllo statale sull'accesso alle agevolazioni


Come anticipato al punto precedente la proposta del RIVS prevede una Commissione Ministeriale, la quale avrebbe funzione di garanzia per lo Stato, attribuendo il riconoscimento agli enti e verificando periodicamente che essi rispettino i criteri necessari per ottenere la qualifica di ente certificatore di veicoli storici.
 Non solo, la Commissione potrebbe  verificare periodicamente il lavoro degli enti,  rendendoli responsabili della veridicità delle dichiarazioni rese con il certificato di interesse storico e collezionistico e obbligandoli a svolgere le proprie funzioni nella maniera più corretta possibile, pena la sospensione o revoca del riconoscimento. Gli enti riconosciuti potrebbero inoltre costituire un "Coordinamento Nazionale" con finalità di autocontrollo.

CONTROLLO PERIODICO – Stop alle certificazioni una tantum


Infine uno dei nostri cavalli di battaglia. Così come gli enti riconosciuti dovrebbero essere costretti a una verifica periodica dei propri requisiti e del lavoro svolto, anche i certificati rilasciati per i veicoli dovrebbero avere una data di scadenza. Non è compito della revisione periodica, come sostengono alcuni, stabilire se un veicolo è storico o meno. Questo è uno status che deve essere certificato da tecnici esperti e competenti.

Rimaniamo in attesa di altre proposte e spunti dagli appassionati di veicoli storici interessati veramente al destino dei loro gioielli…quindi uniti all’unisono gridiamo SCATENIAMOLENONNETTE!!

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